Balconi d’inverno



Colori e profumi anche in gennaio? E’ possibile. Basta scegliere specie in grado di resistere ai climi rigidi. Senza rinunciare all’aspetto decorativo. Anche quando arriva la stagione fredda non si deve rinunciare ad avere finestre e balconi verdi e in alcuni casi fioriti.

Per poter godere di un piccolo “giardino d’inverno” è richiesta una manutenzione attenta e costante, soprattutto per quanto riguarda le innaffiature e le protezioni. Occorre infatti predisporre coperture in plastica trasparente che servono per coprire le piante durante le giornate dalle temperature più rigide. Le piante coltivate in vaso, infatti, sono molto sensibili agli sbalzi di temperatura: se il clima è freddo sono più indicati i vasi in terracotta e le fioriere in legno perché si tratta di materiali isolanti. E’ essenziale che i contenitori abbiano fori di drenaggio per evitare che, quando la terra è bagnata e si dilata a causa del gelo, i contenitori si crepino e si rompano. Se la pianta è sul davanzale, è indispensabile il sottovaso; si evita così che l’acqua possa gocciolare sul marciapiede sottostante dove potrebbero formarsi pericolose lastre di ghiaccio. Per l’arredo verde dei vasi d’inverno occorre effettuare una scelta mirata delle piante, spaziando tra le più e le meno note.

Ecco quali sono quelle adatte. Per non rinunciare alle fioriture neppure nei mesi di gennaio e febbraio è possibile alternare specie annuali come ciclamini, crisantemi, primule e viole ed altre perenni come aneone, bergenia, elleboro o erica. Sono indicate anche talune bulbose che si sviluppano alla fine dell’inverno: per esempio bucaneve, muscari, scille e tulipani precoci. Come si fa la manutenzione e pulizia dell’acqua? Innaffiare una volta alla settimana nelle ore centrali delle giornata in cui la temperatura è superiore allo zero; così l’acqua ha il tempo di essere assorbita dalle radici prima dell’arrivo del gelo notturno. Nella stagione fredda non occorre fertilizzare; è invece importante la pulizia e occorre quindi eliminare i boccioli sfioriti. Conviene pacciamare distribuendo sopra la superficie del terriccio uno strato alto 2-3 cm di torba o corteccia di pino che conserva umidità e calore interno.

 

 

Author: Webmaster

Share This Post On

Submit a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *