Arte da abitare

“Arte relazionale” è una definizione del critico Nicolas Bourriaud che indica un modo di concepire l’arte come ambiente in cui le persone si incontrano, entrano in contatto e dialogano. Un’idea fatta propria dall’artista Rirkrit Tiravanija: di origini orientali, nato a Buenos Aires ma risiedente a New York e Bangkok, compone – in gallerie musei e spazi pubblici – salotti, cucine e soggiorni con mobili da lui stesso immaginati. Crea, insomma, ambienti “casalinghi” per permettere ai visitatori di abitare uno spazio familiare e di relazione. In una personale a Berlino, riproduce negli spazi espositivi il salotto dei due proprietari della galleria d’arte che lo ospita, con tanto di bagno; in altri casi trasforma invece sale di musei in cucine pronte ad accogliere con cibi e bevande il pubblico, “costretto” così a una dimensione conviviale che è il vero fine della sua opera. Lo scorso anno, Rirkit Tiravanija è stato al centro di una retrospettiva video organizzata, dal festival Circuito Off, a Venezia, all’interno di una sezione chiamata “Art Meets Architecture”. Insieme alle sue creazioni si sono potute conoscere quelle di Abraham Cruzvillegas, protagonista dell’altra personale video. Anche la sua arte – che si esprime nell’invenzione di oggetti davvero singolari utilizzando materiali di riciclo – ha a che fare con gli ambienti. La sua particolare scultura lo porta a realizzare pezzi vagamente surreali come se fossero arredi di design – strane fioriere o soprammobili – che cercano nuove forme di interazione con il pubblico. Elementi enigmatici che provocano la nostra reazione e mettono in crisi il nostro senso dello spazio. Allo stesso modo si possono definire enigmatiche anche molte delle avveniristiche infrastrutture firmate dai più importanti architetti contemporanei che supportano la Ruta del Peregrino, famoso percorso spirituale messicano cui il regista Cristian Manzutto ha dedicato il mediometraggio omonimo che ha aperto il festival veneziano.

Author: Webmaster

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