Il messaggio di un gufo in città

C’è soltanto un comune denominatore tra coloro che praticano la street art, cioè l’arte di strada: la volontà di esprimersi attraverso immagini effimere e temporanee, soggette a usura proprio perché “appartengono al mondo”. Per il resto, ognuno di questi writer imprime sui rapporti più disparati, dalla parete di un edificio alla fiancata di un’auto dismessa, il proprio punto di vista. Sono messaggi figurati su temi sociali, politici, culturali. Semplici eppure fortissimi punti attenzionali sul degrado urbano, ironiche rappresentazioni di come è il mondo, e soprattutto dove sta andando. Tra i più famosi per l’eccentricità delle performance c’è l’inglese Bansky, di cui nessuno conosce l’aspetto fisico. Ultimo in ordine di apparizione è il belga Roa, di cui vedete in questa pagine alcuni lavori. Risulta subito evidente la sua predilezione per il mondo animale, che lui considera strettamente connesso all’essere umano. Quello che gli uomini spesso dimenticano è che siamo comparabili agli animali dal punto di vista della strutturazione scheletrica: l’intera architettura dell’anatomia naturale, ciò che sta dietro, è per me molto affascinante, e mi riporta all’essenza della vita. Gli animali ne sono appunto il manifesto, e vivono realmente nei luoghi dove sono dipinti. Le rappresentazioni in bianco e nero di Roa non sono mai però pacificanti e benevolenti, ma elementi di rottura con la compagine urbana, soprattutto quando sono raffigurati in trasparenza, rivelando gli organi del corpo e occupando superfici che sono barriere tra interno e esterno.

Author: Webmaster

Share This Post On

Submit a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *