Il principe dei collezionisti

Possedere, guardare, ma anche accarezzare un oggetto provoca quasi un piacere fisico in ogni collezionista. E’ un’emozione così forte che già nel Cinquecento Pietro Bembo, uno dei più famosi letterati del suo tempo, parlava proprio in una sua lettera della “sensualità del collezionista”. Ed è proprio al Bembo, personalità eclettica che nella sua casa di Padova aveva raccolto libri e oggetti dei più diversi, viene dedicata la mostra Pietro Bembo e l’invenzione del Rinascimento. Confrontandosi con il curatore Guido Beltramini, si può scoprire cosa rende unica la sua raccolta: “Bembo non sceglie gli oggetti solo perché sono belli. La sua collezione, infatti, è collegata ai suoi interessi di studioso: ai dipinti di Mantegna e Raffaello, per esempio affianca una grande lastra di bronza con incisi geroglifici egizi, un documento unico dell’Antica Lingua che nessuno sapeva allora decifrare. Possiede anche un antichissimo manoscritto pindaro, grazie al quale può studiare i lirici greci. Dalle monete romane trae indicazioni sulla corretta dizione delle parole latine. Astrolabi, globi, armi esotiche. In questo senso la sua raccolta è il primo museo del Rinascimento”. Il Bembo, rispetto ai principi rinascimentali, aveva a disposizione risorse economiche limitate, ma nonostante ciò la sua raccolta conta pezzi eccezionali. Sottolinea Beltramini: “anche oggi, del resto, un buon occhio e una sensibilità in grado di leggere la qualità degli oggetti, oltre le mode e indipendentemente da quello che offre il mercato, permettono di creare una collezione di grande interesse”.

Author: Webmaster

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