Opacità trasparente

Scintillante, puro, ipnotico. Immobile perfezione: è così che siamo abituati a immaginare il cristallo, e anche nel linguaggio niente è più fisso di qualcosa ormai cristallizzato. Ma Arik Levy, israeliano, 49 anni, artista visivo e designer, suggerisce di pensare alle suggestioni di un materiale che cresce, cambia e si rinnova per divenire ciò che realmente è. Come l’essere umano. Lo fa con la sua installazione inaugurata di recente agli Swarovski Kristallwelten (in foto), i Mondi di Cristallo, a Wattens, pochi chilometri da Innsbruck. Che si intitola “Opacità trasparente” e sarà visibile fino al 2014. Spiega l’autore: “Ho voluto riferirmi alla combinazione di due qualità in apparenza contraddittorio del cristallo, celebrandone la bellezza e la crescita naturale e selvaggia, ma allo stesso tempo controllata”. Nel lavoro di Levy c’è sempre una componente sperimentale e il recupero di oggetti cui inventare una nuova, insospettabile funzione. Non a caso il suo motto è “Pensare con il cuore, sentire con la mente”. Anche stavolta: “Ho riflettuto su un materiale statico per immaginarlo come qualcosa di dinamico: il lavoro artistico è anche suggerire interpretazioni e punti di vista diversi” In gioventù, il designer ha praticato il surf, e pure gli echi di quell’antica passione sono alla base della sua ispirazione: “il surf è uno sport dove la performance è legata all’equilibrio e all’energia. L’acqua è un elemento poliedrico, docile e rigida: puoi passarle attraverso quasi o camminarci, e se prendi velocità è come se volassi. E anche il surf è fatto di contraddizioni: tutto è piatto e un attimo dopo sei sulla cresta dell’onda, tanta attesa e poi due meravigliosi secondi di brivido.

Author: Webmaster

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