I designer

A Parigi una giovane leva di progettisti si fa interprete di un linguaggio svincolato da una funzionalità a tutti i costi. Guillaume Delvigne, 33 anni, di Saint-Nazaire, si è formato all’Ecole de design Nantes Atlantique e al Politecnico di Milano. A Milano, per due anni ha collaborato con George J. Sowden, poi si è trasferito a Parigi, operando come product designer indipendente per brand importanti quali Tefal, Ricard, La Redoute, Induestreal, Specimen, Tek Import, Oxyo, Made in Design. Nel 2011ha aperto un proprio studio, allestito la sua prima personale e conseguito il Grand Prix de la Creation de la Ville de Paris. Disegna mobili, lampade, sedie. Privilegia il colore e i materiali naturali e tecnici. Legato alla lezione di Ettore Sottsass, dice di sé: “Ho un approccio plastico verso gli oggetti”. Bina Baitel, oltre che designer, è anche inventrice. Laureatasi in Architettura nel 2002, nel 2006 ha fondato un proprio studio di architettura e design e contemporaneamente ha messo a punto e brevettato un processo di produzione e stampaggio di oggetti flessibili. Dal 2011 ha avviato una collaborazione con la NextLevel Galerie di Parigi. Disegna mobili, lampade – la “proteiforme” Pull Over l’ha fatta conoscere al grande pubblico -, oggetti simpatici e maligni, poetici e innovativi: su tutto ciò che tocca, Bina Baitel lascia l’impronta di un talento che ha fatto del gioco delle ibridazioni il suo marchio di fabbrica. Dice “Mi piace trasformare i concetti in oggetti, spazi, esperienze. La vita non ruota intorno ai tavoli e alle sedie, ma alle persone”.

Author: Webmaster

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